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Web marketing: per i brand è instagram mania

20/02/2019

La lente d’ingrandimento dalla quale chiunque, da un continente all’altro, può esprimere la propria visione del mondo. Instagram inquadra una comunità di utenti attivi che ha registrato un forte incremento nell’ultimo anno, annunciando di aver superato più di 1 miliardo di account, e raggiunto un pubblico pubblicitario di 895 milioni di utenti in tutto il mondo. Siamo di fronte a un ecosistema diversificato, costituito da persone, associazioni non profit, influencers, e brand con cui interagire virtualmente proponendo connessioni e accessibilità immediate. Da una recente ricerca di Facebook Business è emerso che l’affinità degli utenti Instagram con la piattaforma è in continua crescita, incremento attribuito principalmente al boom delle stories sul canale, superando il pubblico di Facebook in oltre 20 Paesi in tutto il mondo. Instagram e le Instagram stories, viste più di 400 milioni di volte al giorno, hanno aperto un ampio range di possibilità per l’internet marketing contemporaneo, che sceglie di adattare tutti i contenuti promozionali, in modo specifico, al format social richiesto. I brand che scelgono di iscriversi alla piattaforma sono infatti 25 milioni, con 200 milioni di visitatori al giorno su almeno un profilo aziendale e una media quotidiana di 4,2 miliardi di cuori. (fonte: @Socialbakers) D’altro canto i brand giocano un ruolo fondamentale nella comunità degli instagrammers, individuando quella segmentazione di utenti che non guarda la televisione su base settimanale e che, invece, segue i contenuti promozionali online. Dal report di We Are Social Hootsuite è emerso che, solo in Italia, sono 19 milioni le persone raggiungibili dalla pubblicità su Instagram: gli utenti vogliono rimanere aggiornati sulle mode e i nuovi trend, interagendo con i brand, talvolta rispondendo a ricerche di mercato “via Stories”, esprimendo preferenze relative ai prodotti, con la possibilità di accedere all’acquisto diretto tramite hyperlink collegati al profilo. Quella delle storie è diventata un’impostazione tautologica, un social storytelling aziendale con un tocco di leggerezza: contenuti temporizzati (che si autodistruggono dopo 24 ore), colorati, animati, le storie incorporano una narrazione multimediale dinamica, dal carattere transitorio. Ma cosa vogliono vedere gli utenti nei profili Instagram aziendali? Contenuti brevi e ben mirati, con una creatività specifica, progettata appositamente per la piattaforma, data la sua natura puramente visiva e l’attenzione per i contenuti accattivanti. Creare un pubblico su Instagram non è però così facile, non significa mettere “cuori” ad ogni post seguendo un hashtag specifico o utilizzare il vecchio approccio del “follow back”. Entrambe queste modalità possono funzionare in una certa misura, ma il modo migliore per avvicinarsi a Instagram è stabilire una strategia. Osservare, guardare le pubblicazioni dei brand appartenenti alla propria nicchia, ciò a cui il loro pubblico sta rispondendo, ascoltare la community instaurando rapporti “alla pari” con i propri followers e analizzare gli elenchi di hashtag pertinenti per vedere ciò che viene pubblicato. Ci vuole tempo, studio e applicazione per stabilire un engagement effettivo sul proprio profilo, per i brand l’ascolto e il monitoraggio diventa essenziale, in un costante aggiornamento rispetto alle opportunità e alle sfide che la piattaforma presenta e un focus specifico sulla narrazione dei contenuti. Diciamo che ci vuole tecnica, conoscenza, presidio continuo. Ci vuole lavoro, e bisogna saperlo fare, come per tutto il resto.