Influencer marketing: il ruolo decisionale degli influencer utile ai brand - Weagroup

WEAGROUP

- Agenzia di comunicazione e strategia di marca -

Tempo di lettura 5 minuti, 7 secondi

Influencer marketing: il ruolo decisionale degli influencer utile ai brand

Cosa mangiare, cosa acquistare, cosa provare: l’influencer marketing può dare grande visibilità al tuo brand. Ma solo se sai scegliere i giusti influencer, i migliori per la tua community, quelli che ci influenzano davvero.

Influencer marketing

L’influenza dei social media

Esiste un fondamentale meccanismo che rende i social media delle piattaforme particolarmente influenti per quanto riguarda la trasmissione di idee, tendenze, credenze, di ciò che spesso racchiudiamo e banalizziamo nella cornice “mode”, ponendoci a un livello superiore.

In ambito sociale questo meccanismo trova la sua massima esplicazione nel fenomeno dell’omofilia, l’amore verso il simile e la tendenza degli esseri umani ad associarsi e di creare legami con le persone considerate analoghe.

Ma fermiamoci un attimo, perché è sufficiente applicare questo concetto apparentemente intellettuale alla nostra vita quotidiana, declinandolo a come noi ogni giorno viviamo, cerchiamo, mangiamo, parliamo, scegliamo. Ed eccoli lì, compaiono proprio loro, gli influencer e il loro reale ruolo decisionale utile ai brand, seguiti da ampie reti di pubblico fidelizzato, con le quali condividono pensieri, valori, idee e sì, anche post #ADV.

Influencer marketing: perché i brand ne hanno bisogno 

Siamo densamente connessi e anche se spesso fatichiamo ad ammetterlo ciò che intercettiamo ci influenza e non sempre con un’accezione negativa. Tramite i social media, da Facebook a Instagram, passando per il giovanissimo TikTok, il mondo della condivisione di un post, un Reel o una challenge interattiva da parte degli influencer diventa per i brand una vera e propria trasmissione dei propri valori sempre più indispensabile per dialogare con le persone.

A dimostrare questa necessità sono i dati riportati dall’Influencer Marketing Benchmark Report 2020 dove emerge un incremento dell’84% della produzione di questa tipologia di contenuti dal 2018 ad oggi e come quasi un brand su quattro utilizzi le creatività degli influencer per nutrire le proprie piattaforme.

Coerenza: il passe-partout dei brand influencer che ci influenzano

Per i brand scegliere di collaborare con i giusti influencer non è affare facile. Oltre all’affinità con l’immagine, l’esperienza e i valori, chi rappresenta un brand al fine di poter ispirare davvero la propria community deve sapere raccontare una storia scrollandosi di dosso il sempre presente ed etico hashtag adv. Solo così, con credibilità e autorevolezza, può emergere la natura del prodotto o del servizio proposto. Ma come fare?

I micro influencer, coloro che viaggiano tra i 1.000 e i 100mila follower e i nano influencer con una community di circa 1.000 persone, hanno i tassi di interazione maggiori e questo perché risultano più genuini e concreti rispetto alle mastodontiche celebrities da copertina.

Questi influencer non sono testimonial, sono i rappresentanti della mai banale normalità, sono quelle persone che potremmo vedere riflesse sul nostro specchio di casa ponendoci davanti. Ed ecco perchè se loro ci consigliano di fare colazione con le gallette di riso piuttosto che le fette biscottate noi le proviamo, o se ci mostrano come effettuare una beauty routine con cosmetici anti-age a trent’anni, al fine di preservare la propria pelle del viso, noi ci fidiamo e acquistiamo quei prodotti, anche se fino a quel momento le uniche rughe possibili ci sembravano essere quelle di espressione.

Cosa interessa alle persone?

Le persone, bombardate da mille stimoli, si immergono gratuitamente nelle impalpabili piattaforme social e scrollano il proprio indice dall’alto verso il basso fermandosi solo quando trovano qualcosa in grado di attirare davvero l’attenzione, portando del valore aggiunto.

E se ancora avessimo qualche riserva sull’effettivo ruolo decisionale degli influencer sulla quotidianità delle nostre azioni proviamo a rispondere a queste semplici domande.

Chi ci ha fatto scoprire quel ristorantino caratteristico dove non vediamo l’ora di poter andare a cena? Chi ha dato a nostro figlio quei consigli di lifestyle per arredare il suo nuovo appartamento? Chi ha svelato alla nostra amica quel trucco che gli permette di preparare un pane a prova di panettiere? Chi ha dato a nostra sorella quello sconto per acquistare i suoi nuovi occhiali da sole? E infine, chi ha mostrato a nostra mamma come far germogliare una pianta di avocado? Sì, anche le mamme seguono gli influencer.

Vai al weajournal

WeaJournal

SCOPRI I NOSTRI SERVIZI